01Un percorso coerente
Indice
  • 01Un percorso coerente
  • 02Workshop
  • 03Strategia
  • 04Brand identity
  • 05Storytelling e content
  • 06Siti web
  • 07Google Ads e Meta Ads
  • 08Il percorso giusto
  • 09In sintesi
  • 10FAQ

I servizi della nostra agenzia pubblicitaria a Milano: dalla strategia creativa al branding, dai contenuti ai siti web e alle campagne Meta e Google ADS.

13 min di lettura
Campagna DoDo SS18 di YOHOHO Studio, agenzia pubblicitaria a Milano: modella con un pappagallo ara giallo sulla testa

YOHOHO è un’agenzia di comunicazione a Milano e NYC che lavora su branding, siti web e campagne Meta e Google ADS. Ogni progetto nasce da una strategia creativa costruita insieme al cliente. Poi prende forma in un percorso coerente, pensato per startup, PMI e brand che vogliono distinguersi davvero.

Tutto il processo creativo nasce da una domanda molto semplice: che cosa deve succedere, concretamente, a questo brand? Deve nascere da zero? Deve trovare un nome capace di farsi ricordare? Deve entrare in un mercato saturo e differenziarsi subito? Deve rilanciare una PMI con una storia importante? Deve trasformare un prodotto tecnico in qualcosa di desiderabile? Deve generare lead, costruire fiducia, sembrare finalmente all’altezza della propria ambizione?

È da qui che comincia il nostro lavoro: da un percorso costruito insieme, prima ancora che da una lista di servizi.

Per questo non ci piace parlare di branding, storytelling, siti web e campagne come se fossero compartimenti separati. Preferiamo immaginarli come momenti diversi dello stesso processo. Un processo che può riguardare realtà molto diverse tra loro: lo startupper tecnologico che ha sviluppato una soluzione innovativa e deve trovare il modo giusto per raccontarla; la PMI con un heritage importante che vuole tornare a essere contemporanea; l’inventore di un brevetto rivoluzionario nello sportswear che ha bisogno di un linguaggio forte per entrare nel mercato; l’imprenditore che sta investendo in un nuovo modello di franchising nel mondo della medicina estetica e deve costruire tutto, dal nome alla comunicazione.

In tutti questi casi, la domanda di fondo resta sempre la stessa: che cosa possiamo costruire insieme, e in che ordine, per far crescere il brand?

Tutto comincia da un workshop strategico fatto insieme.

Il primo passo, per noi, è sempre la strategia creativa. Ma non come fase astratta, né come documento calato dall’alto. La strategia nasce da un workshop costruito insieme al cliente: una giornata di lavoro intensa, a quattro mani, in cui mettiamo tutto sul tavolo.

Parliamo del brand, naturalmente, ma anche del business. Della strategia commerciale, dei servizi, dei prodotti, dei plus, dei minus, dei rischi, delle opportunità, del mercato e della concorrenza. Cerchiamo di capire che cosa il cliente vede già con lucidità e che cosa invece, stando troppo dentro al progetto, non riesce ancora a mettere perfettamente a fuoco. È un momento di scavo e di allineamento.

Per noi è fondamentale che questa fase sia condivisa. Perché fissare insieme gli obiettivi cambia completamente il lavoro che viene dopo. Ci permette di non muoverci nel generico. Ci permette di sapere quali traguardi vogliamo raggiungere, con quali tempi e con quale ordine di priorità. E ci permette soprattutto di costruire una strategia di comunicazione concreta, che sa dove vuole arrivare e concentra lì ogni sforzo.

È in questa fase che analizziamo lo scenario, definiamo gli obiettivi, mettiamo a fuoco il posizionamento del brand e troviamo l’idea creativa che guiderà tutto il resto. In certi casi il problema è distinguersi in un settore dove tutti si assomigliano. In altri è rendere leggibile un’offerta complessa. In altri ancora è far percepire una startup come già autorevole, o una PMI come di nuovo contemporanea. Qualunque sia il punto di partenza, il nostro compito è trovare l’idea giusta: quella che rende tutto più chiaro e più memorabile.

Quando la strategia è chiara, il brand comincia a esistere.

Una volta definita la direzione, il brand deve prendere corpo. È qui che entriamo nel lavoro di branding vero e proprio: creare da zero o reinventare un’identità che sprigioni tutto il potenziale della comunicazione visiva e verbale.

Anche in questa fase non lavoriamo mai per elementi isolati. Non pensiamo al naming come a un esercizio separato dal tono di voce. Non pensiamo al logo senza pensare al mondo che dovrà rappresentare. Non pensiamo al claim come a una frase accessoria. Tutto deve contribuire a definire un’identità coerente.

I servizi della nostra agenzia pubblicitaria a Milano: dalla strategia creativa al branding, dai contenuti ai siti web e alle campagne Meta e Google ADS.

Dal naming alla brand identity: come nasce un’identità coerente.

A volte il primo nodo da sciogliere è il nome. E lì si vede subito quanto il lavoro strategico sia importante. Un nome forte non è soltanto memorabile. Contiene già una promessa, un tono, una posizione. È successo con Pulled Porn, naming impossibile da ignorare per un franchising di street food che aveva bisogno di dichiarare fin dal primo impatto il proprio carattere provocatorio; con Mnemo dove il nome doveva dare spessore quasi simbolico a una nuova esperienza di photobooth legata alla memoria, al presente e all’intelligenza artificiale; o con Capoha dove il naming ha aiutato una realtà di consulenza ingegneristica B2B a uscire dai codici più prevedibili del settore.

Ma naturalmente il branding non si ferma al naming. Il punto è fare in modo che ogni elemento dell’identità lavori nella stessa direzione, rafforzando la stessa idea. È qui che un progetto come Lunar aiuta a capire bene come lavoriamo. In quel caso tutto concorreva a costruire un racconto coerente e fortissimo. Il nome aveva un sapore fantascientifico e apriva subito un immaginario. Il logo richiamava in modo sottile ma leggibile la NASA e il linguaggio delle missioni spaziali. Il claim, “La ruota più silenziosa dell’universo”, introduceva un tono solenne solo per sabotarlo subito con una dose calibratissima di autoironia. La visual identity sembrava presa in prestito da una rivista scientifica autorevole. L’art direction delle immagini costruiva un universo sci-fi credibile e sorprendente. E il copywriting raccontava il brevetto in bilico continuo tra la promessa di un’innovazione quasi “alla Apple” e la sua parodia più radicale.

È questo che intendiamo quando parliamo di brand identity: un sistema di segni, parole, immagini e tono di voce che rende il brand immediatamente percepibile e compatto, dove ogni pezzo conferma l’altro. E alla fine il brand non appare più come una somma di componenti ben fatte, ma come un mondo preciso, difficile da dimenticare.

I servizi della nostra agenzia pubblicitaria a Milano: dalla strategia creativa al branding, dai contenuti ai siti web e alle campagne Meta e Google ADS.

Storytelling e content creation: ogni brand ha bisogno di una storia e dei media giusti per raccontarla.

Dopo la strategia e dopo il branding, arriva il momento di far vivere il brand. È qui che entra in gioco lo storytelling: non come semplice produzione di contenuti, ma come scelta dei media e dei linguaggi più adatti per rendere il posizionamento sempre più visibile, desiderabile e credibile.

Anche qui la domanda non è mai “quali contenuti facciamo?”, ma “che cosa deve percepire il pubblico, nel tempo, entrando in contatto con questo brand?”. A partire da questa domanda capiamo se servono una campagna pubblicitaria, un piano editoriale social, un lookbook, una serie di video, contenuti 3D, illustrazioni, branded content, oppure una combinazione di questi strumenti. L’obiettivo, però, resta sempre lo stesso: costruire percezione invece che rumore.

A volte questo significa accompagnare il pubblico per gradi, nel tempo, costruendo fiducia e rendendo sempre più leggibile una visione. È quello che è successo con Freddy. Lì il lavoro è partito da un film-manifesto e si è sviluppato per anni in modo coerente attraverso PED social, contenuti editoriali e magazine, fino a coinvolgere figure come Jury Chechi, Alessia Maurelli e Nicoletta Manni. Il punto era dimostrare nel tempo che i valori di Freddy erano davvero diversi da quelli degli altri brand sportswear. Che il brand parlava di movimento come espressione, non di performance come ossessione. In casi così, lo storytelling serve a sedimentare una posizione e a farla diventare credibile.

Altre volte, invece, c’è bisogno di una mossa completamente diversa. Non accompagnare gradualmente, ma colpire subito: provocare una reazione netta, quasi un piccolo shock, invece di costruire fiducia per accumulo. È quello che è successo con Crash Baggage. Con loro il lavoro ha cambiato radicalmente il modo di comunicare del brand, trovando un’attitudine originale nel lasciarsi incidentare dagli imprevisti. Da lì sono nate le Crash Stories, con la loro surrealtà nonsense e imprevedibile, che ha trasformato una caratteristica di prodotto in un immaginario e in una postura mentale. In casi così lo storytelling non accompagna soltanto il brand, lo imprime nella memoria delle persone.

È proprio questa la differenza che ci interessa. Capire, ogni volta, quale forma debba prendere il racconto per coinvolgere il pubblico. Se serva un percorso di avvicinamento o un colpo di scena, se convenga costruire autorità poco alla volta o rompere subito le aspettative. Perché raccontare un brand non significa riempire spazi, ma trovare il ritmo giusto con cui farlo entrare nella testa delle persone.

Realizzazione di siti web: il sito arriva dopo la strategia, per rendere l’idea creativa ancora più forte.

Ci piace progettare e sviluppare i siti web solo dopo aver elaborato la strategia creativa più efficace. Non è una regola di metodo: per noi il sito è uno degli strumenti più importanti per tradurre il posizionamento del brand in un’esperienza concreta, e senza strategia non ha niente da tradurre.

Quando la strategia è chiara, il sito smette di essere un contenitore di informazioni e comincia a lavorare. L’architettura, la UI, la UX, il web design, i contenuti visivi e testuali, lo sviluppo: la realizzazione di siti web professionali non è mai un esercizio tecnico separato, ma il momento in cui la strategia diventa esperienza concreta per chi naviga.

Sito web Mumble su schermo con visual in stile codice: coding, web & app development, tech consulting

 

Due modi diversi di usare un sito web: credibilità e immaginario.

In certi casi il sito deve prima di tutto costruire fiducia. È quello che succede, per esempio, con Ritocchini. In un settore come la medicina estetica, spesso raccontato attraverso linguaggi freddi e senz’anima, il sito doveva fare molto più che presentare un servizio. Doveva trasmettere subito una lingua diversa, più contemporanea e più vicina, senza perdere autorità. Lì il sito diventa uno strumento di credibilità: il luogo in cui il brand dimostra di essere diverso non solo in teoria, ma nell’esperienza che offre a chi lo incontra.

In altri casi, invece, il sito deve soprattutto amplificare un immaginario. Con ROT il punto non era semplicemente mostrare una collezione o organizzare uno shop. Bisognava far percepire da subito che il brand abitava un mondo preciso, con una sua tensione tra lusso, radicalità, eleganza e attrito. E allora il sito diventa parte integrante della costruzione di quell’universo: non un supporto tecnico, ma una superficie narrativa che rafforza il posizionamento e lo rende sensibile, quasi fisico, per chi naviga.

Il principio è sempre lo stesso: il sito traduce il brand e, insieme, rende più forte l’idea che sta al centro del progetto.

Google Ads e Meta Ads funzionano meglio quando fanno parte dello stesso percorso.

A questo punto entrano in gioco anche Google Ads e Meta Ads. Ma per noi non sono mai un’aggiunta finale, né un reparto che lavora scollegato dal resto. Sono una prosecuzione naturale del progetto.

Quando abbiamo costruito insieme al cliente la strategia, quando sappiamo qual è il posizionamento del brand, quando abbiamo lavorato su naming, identità, tono di voce, contenuti e sito, allora possiamo gestire le campagne con un controllo molto più forte. Sappiamo su quali media investire, con quale messaggio, con quale tono, con quali creatività. E soprattutto sappiamo come correggere il tiro, se serve, senza perdere tempo in passaggi inutili tra chi pensa e chi esegue.

Questo per i clienti è un vantaggio enorme. Significa avere campagne più rapide da ottimizzare, più intelligenti nei test, più allineate agli obiettivi condivisi all’inizio. Significa anche poter lavorare sul budget in modo più consapevole, investendo dove ha senso. Anche per questo la gestione delle campagne social fa sempre parte di un percorso più ampio, non di un reparto a sé.

Non vendiamo pacchetti standard: costruiamo insieme il percorso giusto.

Una cosa, a questo punto, va chiarita bene: non tutti i clienti hanno bisogno di tutto subito. Per questo ci interessa lavorare insieme a loro, invece di vendere servizi in automatico.

C’è chi arriva da noi con una startup ancora senza nome e ha bisogno di partire dal branding. C’è chi ha già un’identità ma deve trasformarla in un sito forte. C’è chi ha un prodotto molto interessante ma non ha ancora trovato il modo giusto per raccontarlo. C’è una PMI con una storia importante che deve ritrovare contemporaneità. C’è un brand che ha bisogno di contenuti coerenti nel lungo periodo. C’è un progetto che, per crescere, ha bisogno di campagne capaci di generare contatti o vendite.

Il nostro lavoro consiste proprio nel capire, insieme al cliente, qual è il vero problema da risolvere e in che ordine affrontarlo. È questo il senso del percorso: una sequenza di scelte coerenti. A volte si parte dal workshop e si arriva fino alle campagne, a volte si comincia dal naming. In altri casi il nodo decisivo è il sito, oppure la differenza la fa una strategia di storytelling ben costruita. Ma in ogni caso tutto nasce dalla stessa domanda: qual è il modo più intelligente, creativo ed efficace per far crescere questo brand?

In fondo, come lavoriamo con i clienti si riassume così.

Lavoriamo insieme ai clienti per trovare un’idea forte. La trasformiamo in identità. La facciamo vivere attraverso contenuti, siti web, campagne e strumenti coerenti. Misuriamo il lavoro sugli obiettivi che abbiamo fissato insieme all’inizio. E continuiamo ad aggiustare il percorso perché il brand possa crescere senza disperdere energia.

È questo che intendiamo quando diciamo che ogni progetto nasce da una strategia esplosiva. È un metodo di lavoro: un modo per fare in modo che branding, storytelling, website e ADV non si ostacolino a vicenda, ma si rafforzino.

Ed è anche il motivo per cui ci piace lavorare con clienti molto diversi tra loro. Perché non applichiamo una formula sempre uguale. Costruiamo ogni volta, insieme, il percorso più giusto. Cambiano i mercati, cambiano i linguaggi, cambiano gli obiettivi. Ma non cambia il principio: trovare il centro del progetto e costruire tutto il resto attorno a quell’idea.

Domande che ci fanno spesso.

Cosa succede quando affido un lavoro a YOHOHO?

Il punto di partenza è sempre un workshop strategico: una giornata di lavoro a quattro mani in cui si mettono sul tavolo obiettivi, mercato, competitor e posizionamento. Da lì nasce la direzione creativa che guida tutto il resto: branding, sito, contenuti, campagne.

YOHOHO lavora solo con grandi brand o anche con startup e PMI?

Entrambi. Abbiamo lavorato per Lamborghini e Freddy, ma anche per startup che non avevano ancora un nome. La struttura fluida dello studio ci permette di costruire ogni volta il team più adatto al progetto, indipendentemente dalla dimensione del cliente.

È possibile affidarsi a YOHOHO solo per un servizio specifico, come il sito web o le campagne ADS?

Sì, anche se preferiamo lavorare quando la strategia è chiara, nostra o già definita dal cliente. Più il percorso è condiviso dall’inizio, più i singoli strumenti funzionano bene insieme.

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Raccontaci l’idea per il tuo brand:
bebrave@yohoho.studio

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