Lunar: anche un brand B2B può essere creativo.
Come abbiamo trasformato un brevetto in un brand fantascientifico, dimostrando che anche una brand identity B2B può essere estremamente creativa, memorabile e coerente.
Una ruota per valigie non sembra il punto di partenza ideale per costruire un immaginario fantascientifico. Eppure è esattamente quello che è successo con Lunar. Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto, non esisteva ancora nessun brand. C’era solo un’invenzione sviluppata insieme ai nostri amici di Crash Baggage: una ruota brevettata e progettata da Adriano Bucchia. Con una caratteristica tanto semplice da spiegare quanto forte da valorizzare. Era la ruota più silenziosa sul mercato.
Da lì è nata una domanda che ci piace molto fare quando lavoriamo su un progetto nuovo: se questo prodotto ha qualcosa di straordinario, perché raccontarlo in modo ordinario?
È una domanda che nel B2B vale ancora di più. Perché ci sono interi settori in cui la creatività sembra dover restare sempre un passo indietro. Appena un prodotto è tecnico, industriale o destinato alle aziende, scatta quasi automaticamente un riflesso condizionato: bisogna essere seri, misurati, professionali. Tutto giusto, naturalmente. Il problema è che molto spesso questo si traduce in un’altra cosa: comunicare senza immaginazione. Ed è così che nascono brand B2B perfettamente corretti, ma quasi sempre dimenticabili.
Perché nel B2B i brand rischiano di assomigliarsi tutti.
Noi, invece, in casi come questo preferiamo partire dal contrario. Se un prodotto possiede un elemento distintivo, la creatività non è un vezzo, ma il modo migliore per renderlo visibile.
E nel caso di Lunar quell’elemento distintivo era talmente forte da chiedere quasi da solo di essere trasformato in racconto. Una ruota eccezionalmente silenziosa non è solo un dato tecnico. È quasi un superpotere. E i superpoteri, di solito, hanno bisogno di un universo all’altezza. Vale per ogni progetto di branding: trovare il punto di differenza e dargli la forma più memorabile possibile.
Così abbiamo deciso di spingere quell’idea fino in fondo. Non ci interessava limitarci a dire che il prodotto era silenzioso ed efficiente. Volevamo costruirgli attorno un immaginario che ne amplificasse la qualità. È lì che è comparsa la frase che ha poi guidato tutto il progetto: la ruota più silenziosa dell’universo. Da quel momento il lavoro ha trovato una direzione molto chiara.
Lunar
Logo, Claim, Art Direction, 3D Animation, Web Design
Quando ogni elemento della brand identity lavora verso lo stesso effetto.
Una volta trovata quella direzione, tutto il resto è arrivato come conseguenza. Abbiamo chiamato il brand Lunar. Poi abbiamo disegnato un logo astronautico ispirato alle grandi missioni nello spazio. Attorno alla ruota ha iniziato a prendere forma un intero universo retro sci-fi: superfici colorate, materiali brillanti, fasci di luce, riflessi quasi alieni, atmosfere sospese tra fantascienza vintage e design di prodotto.
La cosa interessante è che questa direzione non è mai stata un semplice esercizio stilistico. Non stavamo decorando un prodotto tecnico con un’idea divertente. Stavamo prendendo sul serio la sua unicità e traducendola in una forma narrativa che le somigliasse.
È qui che, secondo noi, si gioca la vera differenza tra un progetto creativo e un progetto solo appariscente. Un progetto creativo tiene insieme le cose: fa sì che nome, logo, tono di voce, sito e contenuti sembrino tutti parti della stessa intuizione. Non aggiunge effetti sopra una base generica, ma costruisce una brand identity che ha senso. Con Lunar è successo esattamente questo.
Il sito web e il tono di voce come estensione dell’idea.
Il sito, per esempio, non è arrivato dopo come una semplice vetrina digitale del brand. È stato pensato fin dall’inizio come la naturale estensione di quell’universo. Anche qui vale quello che raccontiamo sulla realizzazione di siti web: un sito non si limita a tradurre un brand, lo rende più forte. Nel sito abbiamo presentato “la ruota più silenziosa dell’universo” con un’eclissi fantascientifica, animazioni fluide attraverso lo scroll e una bella dose di autoironia nei testi. A un certo punto compare perfino un “Shhh, proprio niente”, che sintetizza perfettamente l’equilibrio che volevamo raggiungere: far percepire la qualità tecnica del prodotto senza rinunciare a leggerezza e personalità.
Questa leggerezza, nel B2B, è una novità importante. Molti brand che si rivolgono alle aziende hanno paura dell’ironia. Temono che alleggerire il tono significhi perdere autorità. Ma spesso succede il contrario: nel tentativo di sembrare seri, finiscono per sembrare anonimi.
Lunar ci piace molto anche per questo. Perché dimostra che si può parlare a un mercato B2B senza adottarne per forza tutti i codici più prevedibili. Si può essere tecnici senza essere freddi, credibili senza essere piatti, professionali senza rinunciare all’immaginazione. E si può essere molto creativi senza perdere coerenza.
Che cosa insegna il caso Lunar.
Lunar dimostra una cosa semplice: anche nel B2B si può essere estremamente creativi. Anzi, in certi casi si deve. Perché quando tutti i competitor parlano nello stesso modo, la creatività non è un orpello, ma una leva strategica. È il modo in cui un brand B2B smette di sembrare l’ennesima azienda corretta e comincia invece a occupare uno spazio mentale riconoscibile. È la stessa intuizione che abbiamo esplorato anche con Capoha, dove il “branding B2B coraggioso” ha preso la forma di un naming dantesco e di un’identità visiva senza compromessi.
Naturalmente questo non significa che qualunque progetto B2B debba essere sci-fi, ironico o spinto nello stesso modo. Non esiste una formula da replicare. Esiste però un principio che per noi conta molto: se un prodotto ha qualcosa di unico da dire, bisogna trovare il modo più forte per farlo percepire.
Nel caso di Lunar la svolta è stata proprio questa. Abbiamo capito che il valore del prodotto tecnico non andava semplicemente spiegato. Andava amplificato. Una volta trovata quella visione, tutto il resto è diventato conseguente: il nome fantascientifico, il logo astronautico, l’universo retro sci-fi, il tono autoironico, il sito immersivo, i contenuti foto e video.
Lunar non è “solo” una ruota silenziosa.
Il progetto diventa interessante soprattutto per questo. Perché alla fine Lunar non dimostra soltanto che sappiamo fare un branding B2B creativo. Dimostra qualcosa di più preciso: che anche un oggetto tecnico, apparentemente minimo, può diventare il centro di un racconto fortissimo, se si ha il coraggio di leggerlo nel modo giusto.
Una ruota è diventata una missione spaziale. Un brevetto è diventato un immaginario. Una promessa funzionale è diventata un tono di voce. E soprattutto un prodotto che rischiava di essere raccontato con i codici prevedibili del settore è diventato un brand impossibile da confondere con gli altri.
È questo che ci interessa di Lunar. Non il fatto che sia un progetto “bello” o “strano” per il B2B. Ma il fatto che dimostri, in modo molto concreto, che la creatività può fare al business una cosa preziosa: prendere una differenza reale e darle una forma così netta da renderla memorabile.
In un mercato pieno di aziende che spiegano bene ciò che fanno, Lunar ha scelto di farsi ricordare anche per come lo fa.
In sintesi, abbiamo affrontato la sfida creativa di Lunar così.
Lunar è un brand B2B costruito intorno a una ruota brevettata, la più silenziosa sul mercato, sviluppata in collaborazione con Crash Baggage. Il progetto che abbiamo seguito include naming, logo, brand identity, tono di voce, sito web e contenuti visivi.
Il claim, “La ruota più silenziosa dell’universo”, guida un universo narrativo retro sci-fi che trasforma un prodotto tecnico in un brand memorabile. Il caso Lunar è un esempio che noi di YOHOHO citiamo spesso per dimostrare che anche il branding B2B creativo può essere originale senza perdere coerenza o autorità.
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